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Ricovero dell'assistito: come si comporta la badante?

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Ricovero dell'assistito: come si comporta la badante?

 

Spesso può succedere che l'assistito di cui si occupa una badante venga ricoverato presso una struttura sanitaria; cosa succede al rapporto di lavoro tra badante e assistito se il soggetto non è più presente a casa?

E' importante sottolineare che L’articolo 19 del CCNL specifica che durante le sospensioni di lavoro per esigenze del datore di lavoro, il rapporto lavorativo con la badante non viene interrotto e ad essa spetta la retribuzione globale di fatto, compresa l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio qualora durante tale periodo non ne usufruisca di fatto.

In ogni caso, quando ci si trova di fronte ad un ricovero possono presentarsi tre possibilità:

  • quando il periodo di ricovero è di breve durata e alla lavoratrice non viene richiesta alcuna attività di assistenza in ospedale ma essa conserva il diritto alla retribuzione globale di fatto e a vitto e alloggio o relativa indennità sostitutiva.
  • Quando il ricoverato si stabilisce per un lungo periodo presso una struttura di cura e non ha più necessità di essere seguito dalla badante; in tale caso il rapporto può cessare con il rispetto dei termini di preavviso previsti dall’articolo 39 del CCNL.
  • Quando il rapporto di lavoro prosegue direttamente nella struttura sanitaria dove l’assistito è ricoverato; in questo caso è necessario comunicare all’INPS le possibili variazioni legate alla scansione oraria e al luogo di lavoro entro 5 giorni dall’evento.

Se il lavoro proseguisse nella struttura sanitaria, è necessario distinguere i lavoratori conviventi dai lavoratori non conviventi. Ai sensi dell’articolo 32 del CCNL, infatti, il lavoratore convivente ha l’obbligo di recarsi in trasferta per soggiorni temporanei laddove richiesto dal datore di lavoro. Alla lavoratrice in trasferta vengono garantiti gli stessi giorni di riposo previsti dal contratto originario e il rimborso delle spese di viaggio. Inoltre, laddove l’obbligo di seguire il datore di lavoro non sia specificato espressamente nella lettera di assunzione, alla lavoratrice spetta una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera per tutti i giorni in cui abbia seguito il datore presso la struttura di cura.

Diversa è la normativa per le lavoratrici non conviventi, per le quali non può mai esserci l’obbligo di seguire la persona assistita al di fuori dell’abitazione indicata nel contratto di lavoro.

Se si trovasse un accordo tra badante e datore di lavoro in tal senso, sarebbe necessario procedere con una nuova assunzione in base alle condizioni contrattuali pattuite secondo il caso specifico.

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